Studio di Psicoterapia - Dott. Mattia Cis
 

Fare luce

La metafora che più mi piace per descrivere l’esperienza della terapia è quella di punti luce che si accendono in un grande appartamento in ombra. La luce permette di vedere meglio, ma crea anche un ambiente più accogliente e sicuro. La psicoterapia è un lavoro in cui lo psicologo mette a disposizione la sua expertise clinica e tecnica per aiutare il paziente a comprendere meglio quello che gli sta succedendo nell’ambito della sua personalissima storia. Lo psicologo terapeuta però non è solo un esperto professionista, egli mette a disposizione anche la sua empatia, la curiosità, il suo desiderio di conoscere e di essere d’aiuto, il suo entusiasmo, le sue emozioni; tutte quelle caratteristiche cioè che lo hanno spinto a fare questo mestiere. La piscoterapia infatti è anche una forte esperienza relazionale e umana. Lo scopo è di usare i pensieri e le emozioni, illuminati e condivisi nella stanza della terapia, per vedere come stare meglio nella vita quotidiana, trovando nuove soluzioni, nuovi comportamenti, nuove sicurezze e comprensioni.

I primi colloqui

La valutazione attraverso test

La psicoterapia

In alcune situazioni è consigliabile proporre una valutazione diagnostica strutturata, cioè realizzata attraverso l’utilizzo di batterie di test psicologici. Nella mia esperienza quotidiana mi capita spesso di utilizzare degli strumenti come il Rorschach, il test delle macchie, per capire più precisamente qual è il funzionamento della persona, la sua struttura di base, le dinamiche del pensiero e quelle emotive. I test richiedono generalmente due o tre incontri e un grande impegno da parte del paziente e del terapeuta, sono però strumenti spesso illuminanti nello sciogliere dubbi e perplessità nelle quali il terapeuta stesso può imbattersi di fronte a un nuovo paziente. Essi peraltro offrono sempre un quadro chiaro e utile che illustra come è strutturata la personalità del paziente al fine di capire qual è per lui la miglior strategia di cura. Qualora il terapeuta abbia le idee chiare fin da subito, non sono necessari ma possono essere comunque richiesti per aver maggiore materiale su cui poter ragionare e spesso rappresentano un primo approccio all’incontro con il terapeuta e il suo mondo.

La persona che si rivolge al terapeuta lo fa spesso con un misto di paura e di speranza. E’ un’esperienza per molti nuova e disorientante.

Nel primo colloquio mi interessa conoscere quali sono le motivazioni che hanno spinto la persona a rivolgersi a me e ascoltare senza giudizio tutto quello che ha da raccontarmi. Allo stesso tempo ritengo giusto rispondere alle domande sulla terapia, con lo scopo di aiutare la persona che ne ha bisogno ad avere maggior chiarezza su come funzionerà il lavoro assieme, sulle modalità, sui costi. Durante i primi incontri ho bisogno anche di conoscere la storia della persona, per avere una cornice che mi aiuti a capire meglio il significato di quello che sta accadendo nell’attualità.