Studio di Psicoterapia - Dott. Mattia Cis
 

Che differenza c’è tra psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista e psichiatra?

Dopo la laurea in psicologia, il futuro psicologo compie un anno di tirocinio prima di affrontare l’esame di stato che gli conferirà il titolo. Solo così potrà iscriversi all’Albo. Lo psicoterapeuta aggiunge a questo percorso altri quattro anni di specializzazione in una scuola di psicoterapia accompagnati da un tirocinio pratico sempre quadriennale. Lo psicoanalista è uno psicoterapeuta che ha fatto una scuola di specializzazione nelle tecniche psicanalitiche. Lo psichiatra è un medico che fa una specializzazione di quattro anni in psichiatria, lavora con gli psicofarmaci e spesso in collaborazione con psicologi e psicoterapeuti.

Che differenza c’è tra le varie scuole di psicoterapia?

Sono utili gli psicofarmaci?

La psicoterapia non lavora usando i farmaci perché è una terapia di parola. A volte però, per poter lavorare, può essere utile abbassare il livello di sofferenza attraverso una terapia farmacologica, altre volte è necessario. Essi vanno presi solo sotto la supervisione di uno psichiatra il quale lavora in equipe con il terapeuta.

Quanto dura una psicoterapia?

Non c’è una durata standard. La terapia breve ad esempio dovrebbe durare una trentina di sedute circa. Freud stesso diceva in Analisi terminabile e interminabile che il paziente dovrebbe stare in terapia giusto il tempo che gli serve per ‘stare meglio’. Molte volte mi è capitato però che il paziente, proprio perché iniziava a stare meglio, desiderava poter affrontare nuove tematiche insieme. Io di solito non stabilisco una data all’inizio della terapia, ma do un senso agli obiettivi da raggiungere e alle aspettative comuni. Mi capita spesso poi di fare dei bilanci assieme al paziente. In terapia si può discutere di tutto apertamente, anche della fine.

Esistono molte correnti e scuole di psicoterapia riconosciute. Lo scopo per tutte è di aiutare la persona a stare meglio sulla base della comprensione del suo problema specifico. E’ il modo in cui lo fanno che è diverso, cioè cambia la tecnica che viene utilizzata, la quale deriva da ogni specifico modello teorico. La mia formazione possiede un’ottica integrata. Permette cioè di imparare tecniche che derivano da modelli diversi per avere più strumenti e chiavi di lettura da integrare tra di loro. Questa flessibilità è un grande vantaggio per i pazienti perché non è sempre utile applicare a tutti lo stesso modello.

Perché sono così importanti i sogni?

I sogni offrono un ampio materiale da poter utilizzare all’interno del lavoro psicoterapeutico. Essi mostrano in maniera più libera, e sotto forma di immagini e narrative, i tentativi dell’inconscio di risolvere conflitti o di trovare nuove soluzioni ai problemi psicologici stimolati dalla quotidianità o a quelli che abitano da tempo dentro di noi. Io uso spesso i sogni per capire assieme al paziente come dare un senso a quello che sta accadendo nel presente, attraverso l’analisi delle immagini che essi producono e dei pensieri ed emozioni ad esse correlate.